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Swaddle per neonati: tutto quello che devi sapere

Cos’è lo swaddle?

Lo swaddle per neonati (il cui termine anglosassone indica il verbo fasciare), è una tecnica di antica memoria, che richiama la sensazione di contenimento tanto amata dai neonati. Le morbide mussole di tessuto naturale avvolgendo il piccolo, andranno a calmare le crisi passeggere di pianto, permettendo loro un sonno tranquillo e per lo più sereno. In sostanza il bambino viene “contenuto” da un pezzo di stoffa, che soddisfi il suo bisogno di contatto (sai che i bambini hanno bisogno di contatto?).

Come tutte le pratiche che abbiamo a disposizione (babywearing; massaggini; routine, ecc.), non si tratta di magia, ma è sicuramente un’opportunità da non perdere se i piccini faticano a dormire già dai primi giorni. Inoltre, come tutte le cose che riguardano i nostri bambini, occorre essere ben informati, per muoversi prima di tutto in sicurezza. Quindi, decisamente si allo swaddle, ma, prima di tutto, si all’informazione.

Da quando iniziare a fasciare con lo swaddle per neonati?

È fondamentale che si inizi ad avvolgere i neonati fin da subito in modo tale che il bebè possa beneficiare delle sensazioni provate nell’utero materno. Nove mesi nella pancia della mamma in una condizione ovattata, protetta dai rumori esterni e dagli stimoli visivi sono le uniche sensazioni che è in grado di riconoscere. Una volta giunto al mondo si ritroverà a dover abbandonare improvvisamente le uniche certezze avute fino a quel momento e in un mondo che non assomiglia a quello appena lasciato.

A dimostrazione che gli stimoli esterni sono molto intensi, e che non è in grado di poterli affrontare il neonato manifesta il proprio dissenso inarcando la schiena, oppure allargando la schiena. Il riflesso di Moro, presente nei bambini in fasce fino al compimento del sesto mese, è la dimostrazione che forti stimoli provenienti dall’esterno possono dar luogo a una risposta motoria involontaria. Allargando le braccia verso l’esterno il neonato sembra cercare le pareti dell’utero materno che fino a pochi giorni prima lo avevano accolto. 

La reazione istintiva agli stimoli esterni provoca come abbiamo visto nel bambino un riflesso molto intenso che potrebbe risvegliarlo dal momento in cui è addormentato. Provocando non solo il suo risveglio ma una condizione di pianto inconsolabile (quanto ne sai sul pianto notturno dei neonati?).

Fino a quando è possibile fare swaddling?

Avvolgere il bebè in un lenzuolino o tessuto morbido, fermando il movimento delle braccia e delle gambe, gli darà maggiore serenità e sensazione di protezione. Oltre, come abbiamo visto, a ricordare la vita pre-nascita, nell’utero materno. Questa pratica, fino a quando il neonato è piccino, è molto semplice, e soprattutto, è ben gradita (solitamente eh) anche dai piccini.

Dal 4° mese in poi le cose potrebbero cambiare

Dal 4° mese in poi le cose potrebbero cambiare, in quanto la risposta involontaria a una condizione improvvisa, sarà sostituita da competenze inizialmente elementari, che diventeranno sempre più complesse con il passare del tempo. Attorno al quarto mese infatti, il riflesso di Moro diverrà sempre meno presente, e sarà sostituito da nuove conoscenze, che saranno concentrate alla scoperta del proprio corpo. Le manine come i piedini saranno non solo amici di gioco, ma soprattutto avranno lo scopo di formare nuove abilità attraverso la sperimentazione. Lo swaddle per neonati, in questo, caso potrebbe impedire la conoscenza di nuove abilità come lo sviluppo della coordinazione dei movimenti. 

I bambini che fino a quel momento hanno avuto modo di addormentarsi fasciati trovandovi con le braccia libere faticheranno a capire cosa stia succedendo loro. Seppure avvolgere un neonato in uno scampolo di tessuto naturale sia molto utile per un sonno più sereno è altrettanto vero che utilizzarlo con moderazione è la giusta strada da perseguire. Poche ore al giorno quando sopraggiungono i pisolini rispetto alla notte è a mio parere il giusto compromesso. 

Quali sono i benefici dello swaddle?

Riassumendo, possiamo dire che, i vantaggi principali sono:

  • soddisfazione bisogno di contatto;
  • sensazione di contenimento;
  • richiamo alla vita uterina;
  • sicurezza;
  • calore;
  • calma e relax;
  • favorisce il sonno e l’addormentamento.
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A cosa prestare attenzione per praticare swaddle per neonati?

Abbiamo osservato che i benefici di questa tecnica sono molteplici, ma allo stesso modo è bene prendere in considerazione che se la pratica non viene eseguita correttamente le conseguenze possono essere molteplici. È bene tenere conto di alcuni punti molto importanti prima di fasciare il proprio bebè:

  • Il tessuto per la fasciatura deve essere sempre adatto alla temperatura esterna. È bene tenere a mente che i neonati non sono in grado di regolare autonomamente il proprio corpo in base a ciò che l’ambiente offre loro sia esso caldo o freddo. Scegliere un tessuto morbido che non stringa troppo e che sia naturale oltre che traspirante. 
  • La prevenzione per la morte in culla (SIDS) dovrà essere sempre il primo pensiero quando andremo a mettere a dormire un neonato e la posizione più sicura sarà quella supina. Attorno al 3 o 4 mese, con lo sviluppo dell’attività motoria, è necessario che la pratica del fasciare venga meno, in quanto apparirà normale per il bebè rotolarsi. Lo swaddle, impedendo il movimento delle braccia lo costringe a non mettersi in sicurezza. 
  • Evitare di coprire la testa e il collo che soprattutto in questo ultimo caso risulta molto importante per il riflesso di rotazione che i neonati presentano per un istinto innato di ricerca del seno. Impedendo questo movimento si andrà a interrompere il suo naturale sviluppo;
  • La fasciatura sulle gambe dovrà essere eseguita con movimenti corretti e morbidi per salvaguardare le anche che essendo ancora in fase di sviluppo risultano immature. Una legatura troppo stretta bloccherà una corretta formazione causando una displasia dell’anca. 
  • In egual misura bisognerà porre attenzione a non stringere troppo all’altezza del torace per non ostacolare la respirazione.
  • È bene inoltre non bloccare l’eventuale presenza del ciuccio con il tessuto che in caso venga espulso dal neonato durante il sonno potrebbe provocare soffocamento in quanto la tettarella non gli permetterà di respirare con la bocca. 

Cosa utilizzare per fasciare i neonati?

In commercio troverete diversi modelli, e altrettante misure, tanto che non sarà facile inizialmente scegliere la più adatta alle vostre esigenze, e a quelle del vostro bambino. Per chi si troverà a fasciare per la prima volta suggerisco uno swaddle preformato che andrà a facilitare la chiusura. 

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In alternativa, la classica mussola in cotone o in fibra di bambù, che ricordiamo essere i tessuti più adatti ai neonati e ai bambini, in quanto sono formate da fibre naturali traspiranti, presentano diversi modi di utilizzo. 

Una di queste potrebbe essere quella di ripiegare i lati dello scampolo quadrato formando un triangolo (o diamante), posare il neonato al centro del tessuto con la testa al di fuori e chiudere un braccio e poi l’altro portando il tessuto al di sotto di esso. 

Ripiegare inoltre la parte finale sotto le gambine risulta essere molto apprezzato dai bambini che avranno modo di dormire con le gambine leggermente più alzate.

In conclusione …. Swaddle per neonati

I neonati traggono beneficio nella fasciatura fino al quarto mese e si sentiranno protetti come se fosse ancora nella pancia della mamma, ma sappiamo anche che ogni bambino è a sé con una propria individualità. Preparatevi dunque ad accogliere ogni cambiamento che si proporrà sul vostro cammino e ad accettare l’eventuale rifiuto o disagio espresso dal bambino. Ricorda, no alle forzature, ma si all’ascolto attivo delle esigenze reali dei bambini.

Dal 4° mese potrebbero esserci dei cambiamenti, ma è pur sempre una tempistica generale, lo swaddle per neonati non è a scadenza fissa, ma siate certi che i piccoli si faranno ben capire! Se avete bisogno di confronto, soprattutto per capire come “agevolare” la nanna dei vostri cuccioli contattatemi oppure scegliete uno dei miei percorsi.

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