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Quali sono i segnali di sonno dei bambini?

Occhi arrossati, sguardo fisso e sbadigli a bocca aperta sono solo alcuni dei segnali di sonno dei neonati che i nostri bimbi ci mostrano per farci capire che è arrivato il momento di fare la nanna. Riconoscere i primi segni di stanchezza è fondamentale per poter assecondare il loro bisogno primario di riposo e anche per agevolare l’addormentamento. In questo articolo parliamo di quei comportamenti messi in atto da molti neonati, sempre ognuno a modo suo, che ci indicano il momento perfetto per andare a nanna, e anche le modalità in cui possiamo favorire questo bisogno.

Perché riconoscere i segnali di sonno dei neonati è molto importante?

Ogni bambino è unico nel suo percorso di crescita, nello sviluppare e affinare uno o più comportamenti. Tuttavia, esistono alcuni segnali universali, cioè generalmente attivati dai neonati, che ci permettono di comprendere il linguaggio silenzioso del nostro bimbo, fin dai primi giorni.

Riuscire a riconoscere le differenze nei movimenti del corpo, le espressioni del viso e la postura del corpo di un bambino è per questo molto importante. Un’attenta osservazione permette di anticipare la richiesta da parte del neonato di esprimere un suo bisogno che in questo caso riguarda il riposo (ma vale anche per l’allattamento e qualsiasi altra necessità).

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Esattamente come noi adulti, i bambini necessitano di dormire una giusta quantità di ore per poter ricaricare l’energia persa nelle proprie attività quotidiane. In tempi passati si pensava che un neonato fosse una creatura indifesa, fragile e che per tutto il primo anno di vita avesse poche preoccupazioni. Mangiare e sporcare il pannolino per intenderci.

Le energie e la ricarica

Negli ultimi decenni, il pensiero che un bimbo appena nato fosse una creatura inerme è oramai un ricordo del passato. Studi scientifici (come “The Energy of Life” di Richard Dawkins, pubblicato sulla rivista scientifica “Nature” nel 2008) portano all’attenzione il fatto che affacciarsi alla vita, entrando di fatto in un mondo tutto nuovo, richiede uno sforzo enorme di energie. Il cui recupero è possibile dormendo.

Le scoperte degli ultimi anni ci mostrano proprio che fare la nanna per i bambini sia un bisogno vitale perché favorisce una crescita armoniosa. È possibile trovare nelle raccomandazioni da parte del Ministero della Salute Italiana e dell’Organizzazione Mondiale della Sanità dettagliati rapporti sui danni nei bambini in carenza di sonno.

Le linee guida dedicate ai più piccoli chiariscono come sia importante per un corretto sviluppo fisico e mentale garantire la giusta quantità di ore di sonno per i bambini.

Quali sono i benefici del “buon sonno”?

Dormire bene, serenamente per un bambino (aggiungerei anche ad un adulto) porta ai seguenti benefici:

  • favorisce lo sviluppo cerebrale;
  • consolida la memoria;
  • favorisce l’apprendimento delle informazioni;
  • stimola la secrezione dell’ormone della crescita;
  • rafforza il sistema immunitario;
  • consente al cervello di ripulire le tossine accumulate nella giornata.

Me cala la palpebra!

Prendiamo in prestito per un attimo la battuta di uno storico spot televisivo per introdurre un importante argomento: la stanchezza eccessiva. Quanto è faticoso abbandonarsi al sonno dal momento in cui siamo molto stanchi?

Se per noi grandi è difficoltoso lasciarsi andare, proviamo a pensare a un neonato che non ha ancora le basi per muoversi nel mondo (sonno neonato a 1 mese: tutto amore e contatto).

Cosa accade esattamente se non assecondiamo, o tardiamo il bisogno di dormire del nostro bambino? Cosa succede se non cogliamo i segnali di sonno dei neonati? I livelli del cortisolo, l’ormone dello stress, tenderanno ad innalzarsi portando a una serie di comportamenti nervosi tra cui il pianto, la necessità di stare in braccio o la suzione prolungata. Se invece riusciamo ad agire, entro i 10 – 15 minuti dal primo segnale di stanchezza, non permettiamo al cortisolo di entrare in circolo, ponendo, di fatto, una buona possibilità al nostro bimbo di fare una nanna più serena.

I tre stadi che precedono il sonno

Tracy Hogg nel libro Il linguaggio segreto dei neonati raccomanda di osservare il proprio bambino durante la giornata prendendo nota di tutti i suoi comportamenti.

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Puoi pensare di compilare il diario del tuo bambino, dove è possibile non solo annotare i bei momenti trascorsi insieme al proprio piccolo, ma poter tenere per iscritto tutte le tappe importanti del suo sviluppo. Osservando il tuo bimbo nel momento in cui sta per addormentarsi, puoi notare in primis tre specifici comportamenti:

  • il bambino esprime il proprio disagio mandando un segnale non verbale;
  • assume lo “sguardo delle sette miglia”, carico di stanchezza;
  • si appisola chiudendo gli occhi e aprendoli di colpo, anche per 4 – 5 volte.

A ognuno la sua nanna

Addormentarsi è un processo prevedibile, ma come spesso abbiamo osservato, ogni neonato è unico nel proprio percorso di crescita e anche in questo percorso. Come intervenire assecondando il bisogno di dormire dei nostri piccini?

Esistono due tipologie di segnali che i neonati inconsapevolmente ci trasmettono attraverso una comunicazione non verbale. Possono comunicare con il movimento del corpo esprimendo il loro bisogno di nanna attraverso:

  • segnali precoci;
  • segnali tardivi.

Prima di procedere con una dettagliata spiegazione su quali siano i segnali di sonno espressi da un neonato nel momento in cui necessita di dormire, è bene sottolineare ancora una volta che non tutti i bambini agiscono in egual modo. Per alcuni neonati la tolleranza alla stanchezza è molto alta faticando il doppio ad addormentarsi (esistono i disturbi del sonno in un bambino?) mentre per altri, può accadere che mostrino uno o due segnali.

I segnali precoci del sonno di un neonato

Differentemente da ciò che abbiamo sempre pensato, sbadigliare e stropicciarsi gli occhi, non sono i primi segnali che un neonato esprime per farci capire che è il momento di andare a nanna.

Posso portarti la mia esperienza come mamma e anche come professionista che da anni accompagna tante famiglie, a dimostrazione che ogni bambino ha un linguaggio differente per esprimere un proprio bisogno. Per esempio, mia figlia Emma, manifestava il bisogno di dormire attraverso lo sguardo fisso accompagnato da occhi lucidi. Invece la sua sorellina, Giada, aveva bisogno di richiamare la mia attenzione grattando con le sue manine ogni tessuto che trovava intorno a sé. Poteva essere la maglia che indossavo o la navicella che usavo per trasportarla.

Quali segnali precoci possiamo osservare?

Esistono molti segnali precoci che possono riconoscere in un neonato. Vediamoli insieme:

  • sopracciglia arrossate;
  • sguardo fisso;
  • occhi lucidi e arrossati;
  • coprirsi gli occhi;
  • grattare le trame dei tessuti;
  • cercare il seno;
  • mostrare movimenti nervosi, a scatti;
  • grugnire o sospirare;
  • allungare, incurvare la schiena;
  • evitare il contatto visivo;
  • succhiare la mano;
  • chiedere un maggior contatto, stare in braccio.

I segnali tardivi del sonno in un neonato

I segnali denominati tardivi sono comportamenti che indicano una eccessiva stanchezza da parte di un neonato. Arrivare a comprendere tardi che il proprio bimbo è eccessivamente stanco per addormentarsi è assolutamente normale (e se arriva un fratellino?) quindi non devi sentirti in colpa o sentire che sbagli qualcosa, semplicemente ci sono cose che possiamo imparare a fare per agevolare i piccini e anche noi stesse.

Del resto, considera che identificare i comportamenti e i segnali di un neonato richiede pratica e una buona dose di “ascolto” che permetta di saper anticipare ogni richiesta.

I segnali tardivi di sonno di un neonato sono, principalmente:

  • strofinarsi gli occhi;
  • sbadigliare;
  • stropicciarsi le orecchie;
  • tirarsi i capelli;
  • piangere, agitarsi;
  • succhiare il seno o il biberon con un stacca e riattacca continuamente.
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Un’occasione non un peso

Leggere, osservare e comprendere i messaggi che il nostro bambino invierà nell’arco della giornata potrebbe apparire stancante, a tratti snervante e avvilente per un genitore. Prova dunque a prendere questa possibilità come un’occasione per migliorare la vostra routine quotidiana, e non come peso.

Una volta che avrai preso confidenza con i diversi segnali espressi dal tuo bambino, sarà più facile accogliere i suoi bisogni ed esigenze. Se i dubbi, le perplessità e le incertezze rimangono esiste uno spazio unico in cui trovare risposte, informazioni, ascolto e sostegno, e a cui rivolgersi a misura di mamma.

E se sei in difficoltà ti aspetto con tante professioniste nella Community Non solo Nanna, perché la maternità è un viaggio: e chi dice che devi farlo da sola?

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