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Ritorno a casa dopo il parto: buon nuovo inizio!

In ospedale, dopo aver partorito, ti avranno sicuramente spiegato come medicare il cordone ombelicale o cambiare il pannolino del tuo piccino. Credo, però, che nessuno ti abbia fornito informazioni su come gestire il sonno del neonato al ritorno a casa dopo il parto.

Sai che già dai primi mesi di vita puoi creare piccole abitudini che faciliteranno il suo sonno e anche il tuo? Con questi consigli scoprirai come affrontare le notti del tuo bambino con più serenità, posto comunque, che ci vorrà tempo. I nostri cuccioli devono aver modo di “adattarsi” alla vita, a noi non resta che accompagnarli.

Ritorno a casa dopo il parto: finalmente a casa?

Hai partorito e tra qualche giorno potrai tornare a casa insieme al tuo bambino. Immagini già i parenti e gli amici pronti ad accogliervi in un clima di festa e felicità. Poi, improvvisamente un’ombra si frappone tra i palloncini e i confetti: come sarà vivere con un neonato? Sarò in grado di gestire la sua prima notte a casa? Il ritorno a casa dopo il parto genera non poche preoccupazioni per i neogenitori.

In ospedale c’era sempre qualcuno a cui poter chiedere un aiuto o un consiglio, ora devi pensarci tu, con il tuo compagno, (probabilmente) inesperto quanto te.

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Anche se siete neo genitori, non preoccupatevi, molte cose verranno spontanee e saranno guidate dall’infallibile istinto materno. E poi il bambino non ha bisogno di super genitori o di una casa splendente: gli basta ricevere solo tanto amore e respirare serenità.

Abituarsi ad un cambiamento: a casa con il neonato che fare?

I primi giorni a casa con un neonato possono essere difficili e faticosi. Dopo aver partorito hai bisogno di recuperare le forze e, allo stesso tempo, di organizzati per soddisfare al meglio i bisogni del nuovo arrivato.

I neonati, si sa, necessitano di maggiori attenzioni, sia di giorno che di notte, per abituarsi alla vita fuori dal grembo materno.                

1 Dormi quando dorme?!

Questo è il consiglio più importante che ci sentiamo spesso dire, da mamma a mamma: dormi quando il tuo bambino dorme. Non sempre è fattibile o facile, lo so bene, soprattutto perché se non hai aiuti e ti vedi sommersa di cose da fare, è normale non riuscire a riposare. Ma quello che mi sento di dirti è di non pensare a pulire e spolverare casa, ma approfittare di questi momenti per riposare anche tu.

2 Aiutalo a distinguere il giorno dalla notte

Essendo nato da pochi giorni, tuo figlio non ha ancora elementi per distinguere il giorno dalla notte, anzi dovrai essere tu a fargli capire la differenza. Oltre a creare un ambiente con una temperatura costante e adatta alla stagione, priva di odori forti o fastidiosi come fumo o profumi particolarmente intensi, puoi attuare comportamenti diversificati di giorno e di notte.                              

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Sì, ma quali?

  • Durante il giorno sistema la culletta in un luogo diverso dalla camera da letto;
  • fai filtrare la luce dalle finestre;
  • lascia che i rumori della casa e delle persone che lo circondano gli arrivino, ma senza essere troppo invasivi.

3 State vicini

So che non è facile avere un sonno frastagliato, fatto di tanti microrisvegli. Ti consiglio per questo (ma anche per la sicurezza e la protezione del tuo piccino), di optare per un’organizzazione notturna che preveda facilità di contatto (senza dimenticare la SIDS e i suoi rischi), Con la culletta accanto al lettone potrai facilmente allattare o accogliere il suo bisogno di contatto.

4 Siete in due?

Se siete in due in questa avventura lascia che anche il papà abbia il suo da fare anche la notte (papà e sonno dei bambini). Non ti sta aiutando: è genitore!

5 Ascolta il tuo corpo

Adesso sei focalizzata sul tuo piccino, ma ricorda che è importante anche ascoltare il tuo corpo. Trova il tuo modo, ma accetta la stanchezza o il dolore (dopo il parto il corpo può essere provato), non tentare di essere super, perché rischi di peggiorare le cose. In sostanza, datti tempo!

Le fasi del sonno nei primi 6 mesi di vita

Il sonno dei neonati è diverso da quello degli adulti, se mi segui sai che ne parlo sempre (a proposito sai che mi trovi anche su Instagram con tanti contenuti e storie?). Ti basti pensare che i cicli del sonno di un bebè, per le prime 6-8 settimane, sono molto brevi: da 20 minuti a 40/45 minuti massimo.     

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I neonati, inoltre, dormono diversamente dagli adulti: durante la giornata fanno tanti sonnellini e passano la notte tra continui risvegli. Questo, se da una parte, manda in crisi mamma e papà sulla gestione della nanna notturna, dall’altra permette al cervello del neonato di acquisire uno sviluppo cognitivo, oltre che psico-fisico.

Tra i 2 e i 3 mesi i bambini cambiano fisiologicamente, si adattano meglio all’ambiente e anche i cicli del sonno si allungano, iniziando ad avere fasi del sonno più profonde. Piano piano vedrai inizierà a regolarizzarsi, ma, come sempre, ogni bambino con i suoi tempi.

Il rituale del sonno aiuta il neonato a dormire meglio

Premesso che ogni bambino è a sé e non esiste una regola valida per tutti, come possono i genitori aiutare i neonati a dormire meglio?                                  

Nei primi 2-3 mesi di vita, il piccolo ha bisogno di molto contatto fisico: per 9 mesi è vissuto protetto nel grembo materno, mentre ora si trova improvvisamente isolato da tutto e in un ambiente molto diverso da quello a cui era abituato. Tenerlo vicino, in braccio, coccolarlo, fargli capire che non è solo, è importantissimo per infondergli sicurezza e favorire l’addormentamento. E poi, ricorda: tenerlo in braccio non lo vizierà, anzi lo aiuterà a crearsi una buona autonomia.                                                              

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Questo, però, non basta: è importante creare un rituale del sonno, fin dalle prime settimane, per ridurre i risvegli notturni, facilitare l’addormentamento e aumentare la durata del sonno. Questo rituale della buonanotte di un neonato può essere fatto di piccole azioni, come:

  • abbassare la luce;
  • accendere il rumore bianco;
  • praticare massaggi rilassanti;
  • fasciare;
  • spegnere la luce e dondolare cantando una ninna nanna.      

Ma perché è così importante anche per loro? Perché hanno bisogno di certezze, sicurezza, contatto.

La sensibilità all’ordine

L’importanza della routine è stata ribadita anche da Maria Montessori parlando di sensibilità all’ordine.

Nel periodo che va dalla nascita ai 3 anni circa, il bambino attraversa una fase chiamata sensibilità all’ordine, durante la quale manifesta un particolare interesse per l’esecuzione di procedure, la scansione dei tempi e l’organizzazione delle giornate.

In questa fase il bambino desidera che nell’ambiente ogni cosa sia al suo posto. Conoscere esattamente dove si trova una cosa, ma anche una persona, è per lui fonte di gratificazione, poiché rispetta il suo senso dell’ordine. L’ordine nell’ambiente e nelle routine, inoltre, gli permette di orientarsi a livello spaziale, relazionale e temporale, sviluppando la sicurezza necessaria per agire in modo autonomo.

Per questo, organizzare in alcuni momenti della giornata dei precisi rituali (per esempio nel momento del pasto, del cambio pannolino e del sonno), gli fornisce senso di sicurezza e controllo sulla realtà circostante, oltre ai riferimenti utili per prevedere con certezza cosa sta per accadere.

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Come creare il rituale della nanna

La prima cosa da fare per creare un rito della nanna al ritorno a casa dopo il parto è capire quando il tuo bimbo ha bisogno di andare a dormire e puoi farlo interpretando i segnali che ti invia (lo sbadiglio, lo stropicciarsi gli occhi, l’aspetto sonnolento).

Un altro aspetto fondamentale è stabilire una serie di azioni precise che deve essere ripetuta ogni sera, nello stesso ordine. Un esempio potrebbe essere:

  • poppata;
  • bagnetto;
  • massaggio rilassante;
  • ninna nanna; 
  • coccole a volontà.

Generalmente il rito della nanna dovrebbe durare una mezz’ora circa, ma come dico sempre, non c’è una regola fissa e nulla vieta che duri di più.

Dove far dormire il neonato?

Anche questa, come ti accennavo, è una considerazione da fare molto importante al tuo ritorno a casa dopo il parto.

Premesso che ogni famiglia, riguardo la nanna del proprio figlio, deve organizzarsi secondo le proprie necessità, abitudini ed esigenze, è importante ricordare che il bisogno di contatto e vicinanza dei neonati è assolutamente normale e fisiologico e che dormire nella stessa stanza è raccomandato per il primo anno di vita del bambino, come misura di prevenzione della Sids (morte in culla).

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Precisando che non esiste un metodo giusto e uno sbagliato e che la cosa principale da valutare è sempre la sicurezza del bambino, vediamo quali differenze ci sono tra due modi di affrontare la nanna: co-sleeping e bed-sharing.

Cos’è il co-sleeping?

Per gestire la nanna nei primi mesi di vita, molti genitori scelgono il co-sleeping, cioè dormire nella stessa stanza con i neonati. Con il co-sleeping si risponde ai bisogni primari del neonato:

  • calore;
  • contatto e odore;
  • contenimento;
  • sicurezza

Cosa non è il co-sleeping?

Co-sleeping non è dormire in mezzo ai genitori, ma a fianco della mamma. Una soluzione pratica e sicura è la culletta che si attacca al lettone: in questo modo i bambini hanno un loro spazio, ma sono anche a contatto con la mamma, così da agevolare anche le poppate notturne.

Vantaggi del co-sleeping

Il co-sleeping presenta molti vantaggi sia per il neonato che per la mamma, tra i quali:

  • miglior controllo dei risvegli per entrambi;
  • sviluppo del legame innato tra neonato e mamma (bonding);
  • avvio sereno dell’allattamento al seno;
  • serenità, tranquillità e comodità nelle poppate;
  • corretto sviluppo psicomotorio ed emotivo;
  • genitori e bambini meno ansiosi e stressati.
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Il bed-sharing

Il bed-sharing, invece, è la condivisione del letto. In alcuni casi viene scelta con la speranza di dormire più tranquilli e più a lungo, in altri, invece, rende il sonno di bambini e genitori più disturbato. Ti premetto che le linee guida dell’American Academy of Pediatrics non consigliano il bed-sharing per i primi mesi di vita, in nessuna condizione (se vuoi approfondire ecco le linee guida!).

Il bed-sharing è dunque fortemente sconsigliato con i neonati nei primi mesi di vita.

Se viene effettuata questa scelta, bisogna essere consapevoli dei rischi, perché bisogna considerare come prima cosa la sicurezza del neonato. 

Se proprio optate per questa scelta (meglio il co-sleeping) cercate almeno di seguire delle accortezze:

  • protezione in fondo ai piedi, per non farlo finire sotto le coperte;
  • no cuscini o coperte che possono avvolgere il neonato;
  • no ai materassi ad acqua o dormire sul divano;
  • posizione supina (a pancia in su);
  • non utilizzare coperte che possono surriscaldare il bambino (gli basta il calore del tuo corpo).

In entrambe le scelte (co-sleeping o bed-sharing), esistono delle condizioni che non vanno mai sottovalutate, come l’abuso di droghe, il fumo e l’assunzione di farmaci per l’insonnia. Inoltre, bisogna prestare attenzione a tutte le patologie che possono provocare apnee notturne, o che di fatto diminuiscono il nostro vigilare ed intervenire tempestivamente qualora fosse necessario.

Come procede il tuo ritorno a casa dopo il parto?

Stai lottando con il sonno del tuo bambino? C’è un team pronto ad aiutarti! Se ti trovi ad affrontare difficoltà con la gestione del sonno del tuo bambino o non sai come creare una routine della nanna efficace, non sei sola!

Insieme al mio team di esperte, possiamo trovare la soluzione giusta per donare al tuo piccolo e a te stessi dolci sonni e un riposo ristoratore.

Cosa aspetti? Insieme possiamo trasformare le notti in momenti di sonno sereno e rigenerante per tutta la famiglia:

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