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Pianto notturno dei neonati: quanto ne sai davvero?

Da che mondo è mondo lo sanno tutti: i neonati piangono. Piangono di giorno, e anche la notte, tanto che una delle maggiori paure che le future mamme esternano è proprio questa. Ma ti sei mai chiesta quanto ne sai davvero sul pianto notturno dei neonati?

Le notti insonni sono il pane quotidiano per i neogenitori, alle prese con l’arrivo dei loro piccini, l’allattamento e i pianti notturni. Lo so, può spaventare, ed è normale, ma ti assicuro che, avere le giuste informazioni, ti aiuterà a vivere meglio anche questa fase. Cambiare prospettiva, comprendere quel pianto, è il modo migliore per affrontare questo percorso con maggiore serenità.

A cosa è dovuto il pianto notturno dei neonati?

A cosa è dovuto il pianto notturno dei neonati? Spesso mi fai questa domanda, ma per comprendere appieno la risposta, tocca fare un passo indietro.

I neonati piangono anche di giorno

I bambini piangono di notte, ma anche di giorno. Il neonato, in particolare, utilizza il pianto per comunicare, perché ovviamente non può farlo in altri modi. Paure, coccole, fame, stanchezza, dolore, quanti significati hanno quelle lacrime.

Ed è questo che da genitori, ci manda in crisi, perché non sempre è semplice attribuire un significato univoco al pianto (ha male al pancino; sta bene?; i denti; ha fame?). I dubbi sono tantissimi, e tieni presente che non sempre c’è solo un motivo, magari ci sono tante piccole grandi esigenze (stanchezza e fame…ecc.) che i nostri piccini ci stanno comunicando.

E se non piange?

Ecco adesso non mi andare in crisi, perché anche se non piange sempre va bene, eh! I bambini sono proprio come gli adulti: non sono tutti uguali. Alcuni neonati piangono molto, altri meno, ma ad ogni modo, per tutti, il pianto resta fondamentale per interpretare i suoi bisogni.

Perché il pianto notturno dei neonati è diverso?

La verità è che il pianto notturno dei neonati è diverso innanzitutto per noi genitori. Pensa ad una neomamma, già provata dal parto e con gli ormoni in circolo, stanca per le lunghe giornate, dovrà dedicare anche la notte all’allattamento al seno, e alle richieste del suo piccino.

Se però proviamo a concentrare la nostra attenzione sul fatto che il pianto noi sia solo “uno stare male”, ma anche un richiamo (l’unico di cui dispongono) dei nostri neonati, allora la fatica notturna sarà avvertita come meno intensa, come qualcosa di più “normale” con cui prender via via più confidenza.

Occhio a non cadere anche tu nella convinzione di chi pensa che si tratta di vizi o capricci, perché il bisogno di contatto non è certo un vizio.

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Quali sono i motivi del pianto notturno dei neonati?

Fatta la premessa essenziale del pianto come modo che i bimbi hanno per comunicare con noi, adesso possiamo esplorare meglio i possibili motivi per cui i piccini piangono di notte. Ogni pianto è diverso, e sono sicura che pian piano riuscirai tu stessa a decifrare quale potrebbe essere il motivo, perché più vi conoscerete, più troverete il vostro modo. Ricorda che, come madre, sei nata anche tu nello stesso momento della sua nascita.

Possono essere molti i motivi di pianto ( e se hai dubbi ti invito sempre a contattare anche il pediatra), ma diciamo che i principali potrebbero essere questi:

1 Fame

Il latte è il nutrimento principale dei neonati ( e secondo l’OMS dovrebbe restarlo almeno fino all’anno di vita compiuto) e l’allattamento a richiesta è fondamentale per i nostri piccini. Tra l’altro, l’allattamento, notturno e non, è più di semplice nutrimento e risponde anche al bisogno di contatto e sicurezza.

2 Bisogno di contatto e sicurezza

Ecco, questo resta uno dei bisogni più importanti dei nostri piccini. Ricorda che ha passato ben nove mesi dentro di te, in un ambiente protetto e in un piccolo spazio che infondeva sicurezza. Ritrovarsi catapultati in un mondo completamente diverso, freddo, con tanti rumori, fa paura. Favorire il contatto pelle a pelle è molto importante, ecco perché consiglio sempre anche il babywearing alle “mie famiglie”.

3 Disturbi fisici e fisiologici

Naturalmente ci sono anche dei disturbi fisici che possono incidere sul pianto notturno dei neonati. Prime su tutti, le coliche gassose, che si presentano solitamente in fascia serale (verso le 21.00) e possono disturbare le prime ore di sonno dei piccini. Le colichette sono assolutamente una cosa “normale”, e sono tali solo se ci sono giorno e notte. In caso contrario si tratta di semplice e fisiologico purple cry serale. Quindi anche qui, no all’ansia e si all’ascolto.

Anche dentini, dolore alle orecchie, pannolino pieno da cambiare, potrebbero essere motivi di pianto. Quindi, dato che per dolori fisici, noterai un pianto diverso, “urlato” e sofferente, rivolgiti sempre al pediatra di riferimento, per accertarti che sia tutto nella norma. Ad esempio il reflusso, talvolta “silente”, è molto diffuso tra i neonati, ed è una delle probabili cause di pianti notturni.

4 Sfogo

Si, proprio come per noi grandi, anche per i piccini il pianto diventa uno sfogo. Dopo una giornata “impegnativa” o altamente stimolante, frustrazioni e stanchezza, vanno via con un bel pianto notturno liberatorio.

5 Sviluppo

Come vedremo quando ti parlerò delle regressioni del sonno, anche lo sviluppo stesso dei nostri bambini e la loro crescita veloce e costante, ci mettono lo zampino anche sui pianti notturni. Ma tranquilla, anche qui tutto normale, anzi tutto assolutamente regolare.

Cosa fare quando i neonati piangono di notte?

Innanzitutto respira e, se posso darti un consiglio spassionato, non andare sempre a caccia di colpe e colpevoli: i neonati piangono. “Forse ha mangiato poco; forse il latte non basta; forse l’ho coperto troppo o troppo poco; forse sono io che non capisco cos’ha…”. Ci sono passata da mamma e lo vivo quotidianamente da professionista: darsi colpe aumenta solo frustrazione e non risolve il problema (se hai bisogno di un confronto scopri le mie consulenze e i miei percorsi personalizzati).

6 consigli pratici per calmare i neonati di notte:

1 Contatto fisico e coccole pelle a pelle

Benissimo anche il babywearing, o anche semplicemente il contatto skin to skin durante la poppata. In questo modo i piccini avvertono il calore dei genitori, e si sentono pro

2 Allattamento a richiesta ( sia al seno che in formula)

La suzione è sempre uno dei modi con cui i bambini tendono a calmarsi e consolarsi. Quindi come già detto, l’allattamento a richiesta è sempre la cosa migliore, sia per il latte materno che artificiale.

3 Dondolare/passeggiare

Un movimento lento e dolce è sempre molto importante, in quanto ricorda ai piccini la vita nell’utero materno.

4 Massaggino delicato

Un buon modo per avere una routine della nanna dolce è sicuramente quello di utilizzare anche il massaggio come strumento di relax e consolazione. Forse già ci hai fatto caso, quanto il massaggiare anche il pancino abbia il potere di calmarli e rasserenarli, oltre che alleviare i dolorini per le coliche gassose.

5 Mantenere toni pacati e luci soffuse

Non cedere alla tentazione di accendere le luci o la tv, prova a ricreare l’atmosfera giusta per la nanna notturna, in modo tale anche da fargli percepire gradualmente la differenza tra giorno e notte.

6 Accoglienza e amore

Il consiglio che vale sempre e comunque, è quello di “accogliere”. So bene quanto possa essere difficile, quando sei stanca e frastornata, ma è davvero una cosa potente questa forma di ascolto attivo verso i nostri piccini. Il pianto notturno dei neonati, così come quello che dobbiamo affrontare durante il giorno, andrebbe sempre e comunque accolto. Se ti parlano ancora di vizi, sicuramente non hanno ben chiaro loro perché i neonati piangono.

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No alla frustrazione

Partendo dal presupposto che ogni pianto è diverso, a volte è per noi genitori più semplice capire il perché (magari pannolino, o fame), altre volte possiamo cadere nello sconforto. Ma non dubitare di te e delle tue sensazioni, e soprattutto no alla frustrazione.

Occorre accettare, e semplicemente abbracciare quel pianto, come fosse un richiamo. Il tempo e l’esperienza diretta ti aiuteranno, man mano, a definirne i contorni, e, come dico sempre: i bambini ci insegnano tutto su di loro. Ho scritto di questo, e molto altro, nel mio primo libro Dolce nanna, corri a leggerlo!

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