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Pavor nocturnus dei bambini e addio nanna serena!

Perché mio figlio grida la notte?

Sentire il proprio bambino gridare nel cuore della notte e ritrovarlo in piedi sul letto in stato confusionale è una scena a cui qualsiasi genitore non vorrebbe mai assistere. Il terrore notturno, pavor nocturnus dei bambini, è una condizione molto comune nei nostri piccini, che potrebbe avere un grosso impatto emotivo anche sul genitore, che non sa esattamente cosa stia accadendo. Dura pochi minuti e poi sembra che nulla sia accaduto, con un ritorno al sonno senza ricordi, ma allora perché tuo figlio urla nel pieno della notte? 

Devi sapere innanzitutto che sta bene, non è nulla di grave, benché appaia terrorizzato. Ti spiego meglio…

Cos’è il pavor nocturnus dei bambini?

Il pavor nocturnus dei bambini non è una patologia, viene annoverato invece tra le parasonnie, cioè delle manifestazioni indesiderate o inattese, che avvengono proprio durante il sonno. Un termine molto complicato per descrivere tutti quei disturbi del sonno che non rientrano nello spettro di una malattia, salvo alcune eccezioni, quindi è bene confrontarsi anche con i medici di riferimento (come ti ho spiegato le consulenti del sonno si interfacciano sempre con gli altri professionisti per un vero gioco di squadra). Avrai sentito parlare di sonnambulismo o ne avrai sofferto sia da piccolo, ma anche da adulto.

Ecco! In questo caso parliamo proprio di perturbazioni del sonno che vengono descritte con il termine parasonnia, e che possono avvenire nei bambini tra i 2 anni e i 12 anni senza conseguenze nell’immediato e per il futuro. Spariranno da sole, così come sono arrivate e possono presentare eccezionalmente in adolescenza o in età adulta. 

Quando si manifesta il pavor nocturnus dei bambini?

In alcuni casi, il pavor nocturnus dei bambini, il terrore che arriva di notte, è stato riscontrato precocemente intorno ai 18 mesi e al momento le cause non sono del tutto chiare.

Quello che sappiamo è che a volte possono avvenire episodi in seguito ad alcuni fattori scatenanti come:

  • febbre alta;
  • asma;
  • eccessiva stanchezza;
  • apnee notturne;
  • reflusso gastrico. 
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Come avviene?

Il manifestarsi degli episodi di terrore notturno non segue un comportamento uguale per tutti i bambini, anche nella durata, che potrebbe limitarsi a qualche minuto, o raggiungere perfino una ventina di minuti. In quegli attimi il bambino apparirà:

  • assente;
  • non contattabile sia a parole che a gesti;
  • il corpo assumerà rigidità degli arti;
  • il respiro si farà corto e a tratti potrebbe risultare ansimante;
  • gli occhi saranno sbarrati come se fosse sveglio;
  • a volte si potrà assistere anche a veri propri discorsi parlati.

Potrà apparire come se in quei momenti il panico lo avesse avvolto, ma non si tratta di un attacco d’ansia come potrebbe accadere in una età più matura e da adulti. 

Si tratta di un momento di forte impatto per il genitore e che può spaventare ulteriormente, ma sappiate che il vostro bambino non si sta rendendo conto di ciò che sta accadendo. Una volta che l’episodio è concluso apparirà come se nulla fosse successo e il suo sonno tornerà sereno, tranquillo. 

Pavor nocturnus dei bambini vs incubi

Il terrore notturno è un fenomeno innocuo che come abbiamo visto non è causato da una patologia esistente e non viene considerato un problema a livello neurologico tantomeno affettivo, relazionale. Gli episodi possono accadere con una frequenza per lo più variabile e non prevedibile nella prima parte della notte, dove si concentra il sonno non – Rem.

Questa caratteristica del pavor nocturnus si differenzia dagli incubi ed erroneamente vengono associati gli uni agli altri come se fossero la stessa problematica legata al sonno. Le differenze con gli incubi invece sono molteplici e ben chiare da non portare a ulteriore confusione i genitori che avranno modo così di poter intervenire con comportamenti adeguati.

Le differenze fra gli episodi notturni e gli incubi sono:

  • Il pavor avviene nella prima parte della notte. Una o al massimo tre ore dopo l’addormentamento quando si concentra il sonno non – REM mentre gli incubi sono principalmente collocati verso la mattina e in quella che è la fase propriamente REM di sonno onirico.
  • Il terrore notturno non lascia ricordi e il bambino una volta esaurito l’episodio tornerà a dormire tranquillamente perchè non è consapevole di ciò che gli sta accadendo. Gli incubi a differenza interrompono una fase di sonno dove esiste consapevolezza portando a eventuali ricordi dell’accaduto.
  • Il pavor non necessita di un comportamento da parte dei genitori di consolazione mentre in caso di incubo, il bambino si sentirà protetto dall’abbraccio del genitore tornando a tranquillizzarsi con piacere. 
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Cosa possiamo fare noi genitori quando si presenta un episodio di pavor nocturnus?

La risposta è molto semplice: assolutamente nulla. Intervenire toccando, parlando o nei casi più estremi scuotendo il bambino, porteranno ad un ulteriore agitazione del bambino stesso. Il rischio è anche quello di creare uno stato confusionale come conseguenza del fatto di ritrovarsi i propri genitori, o le persone che ti accudiscono, preoccupate di ciò che sta succedendo. Le nostre preoccupazioni che sono assolutamente normali e lecite, si riflettono molto sul bambino, agitandolo ulteriormente. 

Il mio consiglio è quello di rimanere in osservazione, ma senza toccarli e senza svegliarli. Quando si assiste a un pavor notturno dei bambini, infatti, conviene non fare nulla, assicurandosi che non si faccia male, e assisterlo seguendolo. Dunque senza interagire, come si farebbe con una persona che presenta un comportamento di sonnambulismo. 

Si può ulteriormente parlare con un tono di voce pacato e molto basso, ma senza sgridarlo per riportarlo a quella condizione che noi adulti possiamo considerare normale. Non è importante ciò che viene detto ma è il tono di voce che farà la differenza. 

Come genitore posso evitare che accadano questi episodi di terrore notturno?

Una buona e corretta qualità del sonno porterà benefici nel bambino e nei genitori indipendentemente che si possano presentare episodi di pavor notturno. Abitudini rilassanti e una corretta routine serale sono importanti per un addormentamento del bambino “dolce”, che andrà via via a modificarsi con la crescita. 

Come dico sempre, una buona e corretta routine serale (buona in base alle vostre esigenze, ricorda che occorre “calibrare” tutto su di voi, se hai bisogno scopri i miei percorsi e le mie consulenze personalizzate) prevede che non vi siano situazioni che possano ulteriormente eccitare o sovraccaricare il bambino di stimoli.

Il mondo del sonno è complesso (spesso ti chiedi perché i bambini piangono la notte), ma ci sono comportamenti che puoi attuare per favorire un addormentamento sereno: 

  • favorisci il sonno diurno o predisponi un ambiente rilassante per non arrivare a sera con un carico emotivo troppo forte;
  • rispetta i suoi orari osservando i segnali di sonno che sono indicativi di quando necessita di un momento di pausa;
  • evitare giochi troppo violenti o letture con personaggi mostruosi;
  • ridurre l’uso di apparecchi televisivi o computer, tablet prima di andare a letto;
  • evitare l’assunzione di bibite eccitanti o pasti che possono portare a disturbi gastrici;
  • non raccontare l’accaduto il giorno seguente per non caricare di ansia il bambino.
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In conclusione

Abbiamo osservato che il pavor notturno è un comportamento più comune nei bambini di quanto si possa pensare. Puoi stare tranquilla che il loro ricordo mattutino di quanto è accaduto nelle prime ore della notte, non resterà impresso nella memoria. Differentemente, per un genitore lo spavento è veramente tanto, e riuscire a non farsi prendere dal panico è una battaglia con se stessi che richiede molta forza e una buona dose di coraggio.

Ti svelo un segreto che sono certa tu conosca già: non è facile essere lucidi, distanti e allo stesso tempo presenti perché il tuo bimbo non si faccia eventualmente male. Sono tutte attività mentalmente stancanti e a volte anche il fisico ne potrà risentire. 

Parlarne con il proprio pediatra e con una consulente per il sonno potrebbe dare quelle risposte alle mille domande che arriveranno nel momento in cui una crisi di terrore notturno si è manifestata, se ti serve un confronto contattami senza impegno.

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