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Tutti a nanna: ci pensa papà!

La nanna può essere un bellissimo momento di coccole e condivisione tra papà e bambino, momento che apporta benefici a tutti, mamma compresa. I papà, infatti, riescono a calmare i bambini, li fanno addormentare con tranquillità, rendendo più serena anche la mamma. Ma quanto papà e sonno dei bambini vanno d’accordo?

Tantissimo, ed ecco spiegato perché anche il papà è determinante nella buona riuscita di una nanna serena e felice.

Papà e sonno dei bambini

Ti sarà sicuramente capitato di sentir parlare di sonno disturbato nei bambini (abbiamo parlato anche di disturbi del sonno dei bambini) o magari l’hai vissuto con i tuoi figli. Quando i bambini non riposano bene stanno esprimendo un bisogno che i genitori devono saper interpretare e colmare.

Da quali cause può dipendere?

Potrebbe trattarsi di malesseri dovuti a mal d’orecchie, febbre o i dentini che stanno spuntando, ma anche:

  • troppo caldo, troppa luce, troppo rumore nella stanza;
  • fame o sete;
  • pannolino sporco di cacca o tanta pipì;
  • ansia da abbandono (soprattutto dopo l’ottavo mese);
  • troppa stanchezza accumulata (cortisolo in circolo);
  • tensione in famiglia;
  • mancanza di un rituale del sonno.
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Quando di notte non si dorme

L’addormentamento ed il ritmo sonno-veglia nelle famiglie con figli appena nati sono momenti molto delicati e non sempre facili da gestire.

Ricorda che i bambini sono spugne e percepiscono ansie, preoccupazioni ed insicurezze all’interno della famiglia. Più i genitori manifestano la loro preoccupazione per la mancanza di sonno (situazione che potrebbe renderli stanchi e nervosi) più loro faranno fatica ad addormentarsi.

Quando non si dorme per tante notti consecutive, tra allattamento, cambio pannolino e improvvisi risvegli del piccolo, la stanchezza accumulata potrebbe rendere difficile le giornate delle mamme.

Ecco che un aiuto importante può arrivare dai papà, che calmano e rilassano mamma e bambino.

I papà e il sonno dei bambini

Già nei primissimi giorni di vita, i papà possono creare una routine giornaliera e del sonno con i propri piccini: tanti piccoli gesti molto sentiti. Come ad esempio, mettendogli la copertina, tenendolo in braccio prima di dormire, o massaggiandolo per rilassarlo.

Abituarlo alle coccole del papà renderà meno indispensabile la presenza continua della mamma per la nanna, e lo preparerà alla diversità di stimoli che possono calmarlo e favorire la regolarizzazione del sonno.

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Secondo gli scienziati, la figura paterna riesce a trasmettere al bambino una calma che la mamma non ha dopo una giornata intensa tra accudimento e lavoro. Questo dipende da un abbassamento del livello di testosterone: una risposta biologica del corpo che si attiva con la vicinanza del bambino. Il papà, di conseguenza, diventa più reattivo ai bisogni e alle esigenze del piccolo, e con la sua presenza, è anche un importante sostegno emotivo per la mamma.

Le interazioni affettive

Attraverso le interazioni affettive, il bambino assimila e fa proprio un modello di comportamento e di relazione. Ecco perché è importante che, già in queste primissime fasi, il papà partecipi attivamente alla crescita del figlio attraverso il contatto fisico mentale e affettivo, non solo nei momenti di gioco, ma anche nello svolgimento dei compiti quotidiani come il bagnetto, il cambio pannolino e la nanna.

Probabilmente il modo di accudire il bimbo sarà diverso da quello della mamma (spesso proprio per questo restia ad affidarlo alle cure del compagno), ma non coinvolgerlo o estrometterlo è un errore che alla lunga potrebbe danneggiare la coppia e la famiglia.

Papà, sonno e allattamento

Spesso i papà sono poco coinvolti nel sonno dei bambini per via dell’allattamento al seno,  che crea un rapporto esclusivo con la mamma, oltre ad essere un modo per addormentare il piccolo.

In che modo i papà possono avere un ruolo nel sonno dei bambini allattati al seno?

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Il bambino non sempre si sveglia perché ha fame. A volte, i risvegli frequenti con pianto sono dovuti ad un bisogno di vicinanza e contatto più che di nutrimento. Il papà può rispondere a questa esigenza tenendolo in braccio, cullandolo, cambiandogli il pannolino. 

Spesso la mamma fa fatica a lasciar fare al proprio compagno, ma lui ha pieno diritto di entrare a far parte di questa relazione, perché ne trovano giovamento sia il piccolo, sia la mamma stessa che così sarà riposata e più paziente e disponibile all’ascolto del bambino.

Il ruolo del papà nel sonno dei bambini da 0 a 6 mesi

L’età del bambino è molto importante per capire in che modo il papà può prendersene cura e gestire l’addormentamento e gli eventuali risvegli notturni.

Nei primi 6 mesi il papà può occuparsi di tutti gli aspetti pratici, escluso l’allattamento al seno: tenerlo in braccio, cullarlo, calmarlo, cambiarlo o fargli il bagno. Se si è scelto l’allattamento artificiale potrà gestire anche l’alimentazione.

Così facendo instaura sia una relazione con il bambino, sia permette alla mamma di riposare, favorendo la creazione di un clima familiare sereno.

Il ruolo del papà del sonno dei bambini dai 6 mesi in poi

Dopo i 6 mesi il bambino inizia a sviluppare la capacità di gestire da solo i risvegli e l’addormentamento, percependo più chiaramente i confini del suo essere e il fatto di non trovarsi più nella pancia della mamma.

La mamma e/o il caregiver principale possono accompagnare il bambino in questa separazione, aiutandolo a gestire i propri impulsi e anche la frustrazione.

In questa fase il ruolo del papà diventa molto importante, perché il bambino non ha più bisogno di essere nutrito continuamente di notte, ma necessita maggiormente di conforto e rassicurazione, e questa può benissimo offrirla anche il papà.

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La presenza della figura paterna, diventata sinonimo di sicurezza e fiducia, può rendere anche più semplice il passaggio dal lettone alla cameretta, favorendo ancora di più un attaccamento positivo con il bambino.

I papà e le favole della buona notte

Alcuni studi dimostrano che i papà, leggendo le favole, stimolino meglio la fantasia dei bambini, coinvolgendoli ed interpretando con più enfasi la storia, arricchendola di dettagli e aneddoti. Con la voce dei papà, infatti, sembra che i personaggi prendano vita, le storie diventino reali, le situazioni più buffe e divertenti!

Questo modo di raccontare le storie ha molteplici effetti:

  • diverte;
  • coinvolge;
  • accompagna in maniera più leggera verso il sonno;
  • ha un impatto positivo sullo sviluppo cognitivo e sulle competenze verbali.

Mentre si divertono a immaginare il drago che il papà sta descrivendo o il principe che corre su un cavallo, i bambini diventano più bravi e migliorano il loro linguaggio. E le mamme nel frattempo possono prendersi un momento di relax, o fare un’amata doccia.

Tra le braccia di papà

Riassumendo, i neo-papà, proprio come le neo-mamme non saranno perfetti (secondo quella che è la nostra idea di perfezione), ma dalla loro presenza i bambini possono senza dubbio imparare molto.

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Ricorda che non è necessario fare tutto allo stesso modo, quindi non pretendere si faccia sempre come faresti tu, anzi, il bambino sarà arricchito dalle differenze tra mamma e papà nel coccolarlo, vestirlo o… aiutarlo ad abbandonarsi al sonno!

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