Neonato troppo stanco per dormire? 5 modi per conciliare il sonno

Hai mai notato come a volte il tuo neonato, benché sia chiaramente stanco, fatica a addormentarsi?

Conciliare il sonno, in particolare quando i neonati appaiono troppo stanchi, è un dilemma frequente che può confondere molti genitori. Un eccesso di stimoli o una giornata ricca di attività, possono ostacolare il momento del riposo per il tuo piccolo. 

In qualità di consulente del sonno certificata e con un’ampia esperienza al fianco di molti genitori, ho raccolto nel corso degli anni preziose conoscenze e strategie per affrontare le sfide legate al sonno dei neonati. In questo articolo affronteremo l’argomento neonato troppo stanco per dormire con alcuni consigli, tips e suggerimenti per un riposo sereno di tutta la famiglia. A prova di Dolcenanna.

Neonato troppo stanco per dormire? E adesso? 

Il sonno è un tema molto sentito tra i genitori, spesso accompagnato da un senso di esaurimento e accettazione che il riposo notturno porta con sé. 

Capire le esigenze di sonno dei più piccoli e saper interpretare i loro segnali può sembrare un compito arduo, ma con il giusto approccio e un po’ di pazienza, è possibile instaurare routine di sonno efficaci.

Sorprendentemente, in Italia, due su tre bambini riscontrano problematiche legate al sonno. È fondamentale ricordare che il sonno è essenziale per la nostra salute in quanto influisce direttamente sulla qualità della vita di adulti e bambini. 

Sapevi che le esigenze di sonno cambiano in base all’età? I neonati possono aver bisogno di dormire fino a 18-20 ore al giorno, mentre i bambini più grandi richiedono progressivamente meno ore di sonno via via che crescono. 

La questione del perché alcuni bambini faticano a dormire può dipendere da vari fattori, inclusa la difficoltà di addormentarsi da soli o di mantenere sonni tranquilli a causa di abitudini di sonno non ottimali. 

Dormire come un bebè? 

Prima di procedere a parlare di come gestire la stanchezza nei neonati favorendo loro un riposo sano, mi piacerebbe fare un passetto indietro. Soffermiamo l’attenzione sui miti che circondano il mondo del sonno infantile. Non ci crederai ma sono veramente tante le convinzioni errate che sentiamo dal momento in cui diventiamo genitori.

Credenze e miti che talvolta disorientano. Far luce su queste convinzioni può essere cruciale per migliorare il riposo dei nostri bambini, stabilire routine di sonno efficaci e godere di notte serene per tutta la famiglia.

Vediamo insieme alcuni dei miti più diffusi sul sonno dei piccoli:

  • Un bambino che dorme di giorno dormirà meno di notte, vero?  Falso! I neonati hanno bisogno di abbondanti ore di sonno, sia di giorno che di notte. Un riposo insufficiente durante le ore diurne può, sorprendentemente, rendere più arduo l’addormentarsi serale a causa di una stanchezza eccessiva.
  • Il sonno è innato e non si può insegnare: seppure dormire sia un processo naturale è possibile insegnare ai bambini ad addormentarsi da soli. 
  • I bambini ci faranno sapere quando sono pronti per dormire. Sebbene i più piccoli mostrano evidenti segnali di stanchezza, spesso hanno bisogno del supporto degli adulti per stabilizzare i loro ritmi di sonno. 
  • I bambini non sono predisposti a dormire per tutta la notte.  Contrariamente a questa credenza, anche i bambini traggono grandi benefici da un sonno notturno senza interruzioni.

Affrontare e capire questi miti può significativamente migliorare il benessere notturno dei nostri figli.  Ricordatevi che ogni bambino è un individuo a sé e potrebbe necessitare di strategie su misura per godere di un sonno tranquillo e rigenerante.

Dal pianto allo sbadiglio: i segnali di stanchezza 

Hai mai pensato a come i neonati, senza poter parlare, usano un linguaggio tutto loro per dirci esattamente cosa hanno bisogno, inclusa la loro stanchezza? Imparare a decifrare questi segnali è fondamentale.

La stanchezza eccessiva può, paradossalmente, rendere più difficile per i piccoli addormentarsi e mantenere un sonno sereno e ininterrotto. Questo accade perché un neonato troppo stanco può diventare irritabile, agitato e persino sovraeccitato. Condizioni che ostacolano il processo naturale di addormentamento.

Per i neonati, il sonno non è solo un momento di riposo, ma una parte fondamentale del loro sviluppo fisico e mentale. Durante il sonno, avvengono processi essenziali per la crescita, l’apprendimento e la salute generale. 

Quando parliamo di stanchezza nei neonati, è fondamentale agire preventivamente, cercando di anticipare i segnali di sonno prima che si trasformino in segnali di sovrastanchezza. 

Gli inconfondibili segnali di sonno 

Un approccio che richiede osservazione attenta e sensibilità alle esigenze individuali del bambino, poiché ogni neonato può manifestare stanchezza in modi diversi. 

Alcuni dei segnali comuni includono lo sfregamento degli occhi, l’irritabilità, il piagnucolio senza motivo apparente, o il guardare fisso nel vuoto.

Dopo aver riconosciuto i segnali di stanchezza del tuo neonato, ecco alcuni passaggi chiave per prepararlo a un riposo sereno:

  • Ridurre luci e rumori creando un’atmosfera calma. E’ opportuno abbassare le luci e minimizzare i suoni intorno per calmare i sensi del bambino; 
  • Regolare la temperatura: assicurati che la stanza sia a una temperatura confortevole, né troppo calda né troppo fredda.
  • Ahh le routine rilassanti: introduci attività tranquille come fare il bagno tiepido, cantare una ninna nanna o cullare il bambino. Piccoli accorgimenti che aiutano a segnalargli che è il momento di andare a nanna.

Questi passaggi contribuiscono a creare un ambiente ideale che incoraggia il neonato a passare dallo stato di veglia al sonno più facilmente.

.

Bebè troppo stanco? Le 5 S per conciliare il sonno

I primi mesi di vita di un neonato possono essere costellati di insonnia e pianti inconsolabili. Fortunatamente, esistono diverse tecniche per calmare e preparare il bebè al sonno, favorendo un riposo sereno e ristoratore per tutta la famiglia.

Tra i metodi più efficaci, si annoverano le 5 S proposte dal pediatra americano Harvey Karp. Noto come il “dottore dei bambini che non dormono” offre 5 strategie per ricreare l’ambiente rassicurante in cui il nostro piccolo si è trovato nei nove mesi prima di venire al mondo.

Prova a immaginare la sensazioni che il tuo bimbo ha provato nel grembo materno, ricreando ogni momento con questi passaggi:

  • Swaddling (fasciare): avvolgere il neonato in una fascia morbida e confortevole ricrea la sensazione di contenimento e sicurezza che provava nell’utero (swaddle per neonati: tutto quello che devi sapere);
  • Side (posizione laterale) posizionare il bebè su un fianco favorisce la digestione e lo aiuta a rilassarsi
  • Shushing (sibilo): emettere un suono sibilante simile a quello del vento o delle onde, simile a quello che il bambino udiva nell’utero, ha un effetto calmante e rassicurante.
  • Swinging (dondolare): dondolare il neonato dolcemente tra le braccia o in una culla riproduce il movimento che avvertiva durante i nove mesi di gestazione.
  • Sucking (suzione): allattare il bambino può aiutarlo a rilassarsi e addormentarsi grazie al riflesso di suzione.

L’applicazione combinata di queste 5 S, adattandole alle esigenze specifiche del neonato, può rivelarsi un valido strumento per creare una routine del sonno efficace e favorire un riposo sereno per tutta la famiglia.

Il tuo bambino non dorme? Non disperare, ci sono io per te! 

Come abbiamo visto, un neonato troppo stanco per dormire può avere difficoltà ad addormentarsi e a riposare serenamente.

Se hai notato che il tuo piccolo presenta i segnali di cui abbiamo parlato e le strategie proposte non hanno portato a un miglioramento, non esitare a richiedere una consulenza di nanna.

Dormire è fondamentale per la crescita e lo sviluppo del tuo bambino. Con un adeguato supporto, potrai aiutarlo a riposare serenamente e a godere di tutti i benefici di un sonno ristoratore.

Non esitare a contattarmi per una consulenza di nanna personalizzata. Insieme, possiamo trovare la soluzione migliore per il tuo bambino e per tutta la famiglia.

Lascia un commento

Torna in alto