Enuresi notturna: come gestire la pipì a letto?

Svegliare il proprio bimbo al mattino trovando il letto bagnato è un fenomeno molto diffuso in età pediatrica. Una condizione che può apparire mesi dopo aver trovato una buona routine serale e un ottimale ritmo del sonno per tutta la famiglia.

In questo articolo affronteremo l’argomento enuresi notturna e come gestire la pipì a letto del proprio bambino. Ecco i miei consigli per vivere serenamente il momento di andare a nanna per mamma, papà e il loro bambino.

Enuresi notturna: come gestire la pipì a letto?

Nel gergo comune utilizziamo espressioni come bagnare o fare pipì a letto arrivando a vezzeggiativi come piscialetto nel linguaggio dialettale. Tutto questo ci fa capire come per moltissimi anni gli incidenti notturni siano stati visti come una condizione da nascondere per vergogna.

Per tale motivo ritengo che sia molto importante utilizzare il corretto termine di enuresi notturna per specificare la condizione di svuotamento involontario della vescica nelle ore notturne.

Esistono due tipologie di enuresi notturna: primaria e secondaria che andremo ad affrontare poco più avanti in questo articolo specificando la causa, la modalità e l’età in cui è possibile possa presentarsi.

L’enuresi notturna è una condizione frequente nei bambini. L’uscita involontaria di pipì durante il sonno è un problema che coinvolge il 60% dei bimbi fino ai 3 anni circa per scomparire nell’adolescenza.

Tre bambini su cento sono maschietti e 2 su cento sono femminucce che, spenta la sesta o ottava candelina, possono continuare a bagnare il letto nelle ore notturne.

Statistiche a parte, come è opportuno per noi genitori gestire la pipì durante il sonno del nostro bambino? Il primo passo è sicuramente riconoscere che esiste un problema risolvibile da affrontare in un ambiente familiare sereno e tranquillo.

Sono consapevole che sia più facile scrivere e consigliare che trovarsi in mezzo a una condizione così delicata. Tuttavia sono sicura che avendo modo di informarsi sulle motivazioni, cause e specifici segnali a cui prestare attenzione tutto potrà procedere fluidamente.

Enuresi notturna primaria

Accade per mille motivi che il corpo nella sua complessità lasci andare un goccio di pipì durante il sonno. Le cause possono essere molteplici tra cui l’immaturità della vescica. Una condizione ereditaria che non permette di trattenere a lungo la quantità di liquido ingerito prima di addormentarsi portando a bagnare il letto involontariamente.

Tra l’altro, la letteratura scientifica è chiara nell’affermare che i bambini enuretici non presentano disturbi organici, fisici che possano dare seguito a ulteriori esami ed è destinata a scomparire intorno ai 10 anni. Nel dubbio sarà sempre il medico curante a prescrivere accertamenti necessari da eseguire.

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L’enuresi notturna primaria tuttavia non è causata da disturbi psicologici. Certamente un bambino che soffre di enuresi può sviluppare disturbi specifici causati dalla pipì a letto. In particolar modo riguardanti la fiducia in sé stessi e nelle proprie capacità.

Ulteriore causa dell’enuresi primaria notturna è l’incapacità di svegliarsi dovuta al sonno profondo.

Può accadere di non percepire il riempimento della vescica piena ed avere lo stimolo di svegliarsi per chiamare mamma o papà oppure alzarsi per andare al bagno. Un comportamento che può accadere a qualsiasi età.

Enuresi notturna secondaria

Differente è la condizione di enuresi secondaria che avviene nel momento in cui il proprio bimbo raggiunto il controllo di emissione all’improvviso, dopo mesi, torna nuovamente a bagnare il letto.

È importante sottolineare che si parla di enuresi notturna secondaria quando il disturbo è frequente presentandosi due o tre volte a settimana per tre mesi consecutivi.

In questo caso la frequenza non sarà quotidiana ma saltuaria scatenata con ogni probabilità da eventi tra loro concatenati. L’arrivo di un fratellino o sorellina, l’inserimento al nido o in un ambiente nuovo possono portare a una regressione espressa con un disagio tra cui bagnare il letto nelle ore notturne.

Insieme al verificarsi della pipì a letto potrete notare alcuni comportamenti perduti che si ripresentano dopo molto tempo dalla loro risoluzione. Una regressione che può presentarsi come una difficoltà a riaddormentarsi, la richiesta del ciuccio o del biberon prima di dormire (quando chiamare la consulente del sonno?).

Come possiamo gestire la pipì a letto del nostro bambino

Abbiamo osservato che gli incidenti notturni sono molto comuni nei bambini a seconda dell’età, delle cause e con motivi differenti fra di loro. Preoccuparsi per un genitore è lecito ed è normale avere sensazioni molto forti, frustranti ed ansiose.

Una volta che si ha avuto modo di parlare con il proprio pediatra ed aver escluso una patologia alla base dell’enuresi notturna, possiamo gestire la situazione con alcuni accorgimenti.

È opportuno non colpevolizzare il proprio bimbo se accade di bagnare il letto durante la notte. Atteggiamenti di scherno, punizioni e frasi dispregiative con amici, parenti possono peggiorare la situazione portando il bimbo di casa a vivere la condizione come un enorme problema.

Difficilmente saprà accettare consigli su come fronteggiare il problema attivando una serie di meccanismi difensivi. Il mio consiglio è di parlarne in caso con un consulente specifico in enuresi notturna o con il proprio pediatra per avere suggerimenti utili ad affrontare il problema.

PIPì-A-LETTO

Una consulente per il sonno a tua disposizione

Nel mio ruolo di consulente per il sonno posso suggerirti alcuni accorgimenti da inserire in una routine serale per vivere serenamente il sonno del tuo bambino (come addormentare i bambini con il rituale della nanna).

Ecco alcuni consigli pratici:

  • fare la pipì prima di dormire;
  • non limitare l’assunzione di acqua durante il giorno. Bere adeguatamente permette di idratarsi così da non ricorrere a dover bere tanto prima di dormire;
  • limitare a cena e prima di dormire cibi ricchi di calcio (yogurt e formaggi), alimenti troppo salati o alimenti ricchi d’acqua (anguria, melone);
  • Scegliere acqua minerale a basso contenuto di calcio, evitare bibite gassate o contenenti caffeina, teina;
  • combattere la stitichezza.

Meglio non fare pressioni insistendo per fare la pipì prima di andare a dormire. O domandando spesso se scappa, se deve andare al bagno a farla o lodare il momento in cui è asciutto tacendo in caso di bagnato.

Nel caso il tuo bimbo dorma in una cameretta da solo e durante la notte si sveglia per fare pipì può accadere che per paura del buio trattenga lo stimolo. Bagnando il letto.

In questo caso suggerisco di lasciare una lucina di cortesia che illumini il suo tragitto fino al bagno o di creare un oggetto scaccia fantasmi che lo accompagni nelle notti più difficili.

Affrontare l’enuresi notturna mantenendo un atteggiamento rassicurante ed onesto è possibile senza per questo negare il problema. La soluzione è a portata di mano! Con una consulenza personalizzata di puericultura (1 ora in studio a Chivasso o online), troveremo insieme il supporto adatto per il tuo piccolo.

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