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Doudou per neonato: amico di nanna, si o no?

Un orsacchiotto, un fazzoletto, una copertina sono solo una piccola rappresentanza dei tanti oggetti che ti sarà capitato di osservare tra le mani di un bambino, o nel suo lettino. Linus aveva la sua copertina, Jack un maialino regalato a Natale e i francesi ne hanno affibbiato un tenero nomignolo, doudou. Alcuni bimbi ne scelgono uno fin da piccolissimi, altri sviluppano un interesse dopo i 18 mesi e altri ancora non ne sono affatto attratti. Possiamo considerare il Doudou per neonato un amico di nanna? Cerchiamo insieme di fare chiarezza su questo argomento.

Ad ogni neonato il suo Doudou?

Quando un bambino nasce, tutto il mondo che fino ad allora ha avuto modo di conoscere all’interno del grembo materno viene stravolto. Lo spazio, i rumori, le immagini e gli stessi movimenti del suo corpo, sono percezioni nuove che hanno bisogno di tempo per essere assimilate. I nove mesi a venire saranno un continuo di nuove scoperte, che gli serviranno anche a staccarsi un po’ dalla figura materna che fino a quel momento lo ha protetto, coccolato e nutrito. 

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Un bambino fin dai primi mesi di vita è in grado di sviluppare una serie di abitudini utili a trovare una risposta alle proprie necessità fisiologiche e anche di rassicurazione e protezione. Per avere conforto mette in atto una serie di comportamenti che possono andare dal pianto, per richiamare l’attenzione dell’adulto, al succhiare il pollice per rilassarsi, ai gridolini per assicurarsi di avere latte o il cambio pannolino. Insomma, anche i neonati trovano il modo di comunicare con i genitori.

La suzione e l’autoconsolazione

La suzione, l’atto del succhiare, sia esso il ciuccio o un angolo del lenzuolino, rientra a tutti gli effetti in tutti quei comportamenti definiti di autoconsolazione. Se però nei primi mesi di vita il neonato non è in grado di distinguere se stesso con la figura di riferimento che si occupa di lui, con il passare del tempo inizia a percepire sensazioni differenti. Non esisterà più un tutt’uno con la mamma e questo potrebbe portare a generare un po’ di insicurezza nel bambino.

In questo frangente molti bambini cercheranno conforto e consolazione in un oggetto che appare ai loro sensi come familiare. Un comportamento di affezione e a cui non ne potranno più fare a meno che si presenterà intorno ai 6 – 8 mesi di vita del bambino. Sarà il neonato a scegliere quale oggetto è familiare, presenta l’odore della mamma ed adatto a divenire un amico inseparabile che gli donerà sicurezza e protezione. Esiste un termine per definire tutto questo? Assolutamente sì ed è oggetto transizionale. 

Oggetto transizionale

Il termine oggetto transizionale è apparso per la prima volta tra i trattati di psicanalisi scritti e presentati attraverso gli studi del pediatra britannico Donald Winnicott. Il concetto di base riferisce che un oggetto come potrebbe essere un fazzoletto, un peluche o una copertina, assumono un significato speciale per il bambino. Un oggetto che gli stessi genitori sono in grado di riconoscere come importanti per la sua crescita e lo sviluppo. Nella maggior parte dei casi ha un intrinseco potere calmante ed è utile per rilassarsi giungendo così a dormire serenamente ma è utile specificare che a dispetto di quanto si possa pensare, non è indicatore di una debolezza. L’oggetto transizionale è un utile strumento di crescita psicologica del neonato e del bambino. Questo vale anche per il Doudou per neonato.

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Anche un momento o una routine

Non è detto che la funzione consolatoria che ricorda la mamma e il legame con essa sia rivestita da un oggetto morbido da stringere o da succhiare, ma può essere un particolare momento della giornata a cui il bambino è affezionato. Se siete soliti accendere una piccola lucina prima di addormentare il bimbo o cantare una ninna nanna particolare, non stupirti se imiterà lo stesso gesto o cercherà di ripetere il verso prima di mettersi a dormire. In questo caso, come nell’utilizzo di un peluche morbido da avvolgere, il neonato mette in atto un’abitudine consolatoria. 

Il Doudou oggi

In tempi più moderni si è assistito sempre più a una commercializzazione degli oggetti di conforto da proporre ai bambini. Il Doudou per neonato con quel carattere più tenero e morbido è entrato di fatto nella lista degli accessori per l’infanzia da regalare a una futura mamma per la nascita del suo bimbo.

Sugli scaffali dei supermercati, nei reparti prima infanzia e negli store dedicati sono moltissimi i pupazzetti morbidi che faranno capolino. Solitamente avrete modo di trovare colorati peluche grandi come un fazzoletto che presentano la testa di un animale simpatico e coccoloso. Un gatto, un orsetto e tanti altri, ma, indipendentemente dalla figura che sceglierai, sappi che l’utilizzo del doudou per neonato non è indispensabile e soprattutto, i bambini non vanno forzati ad accettarlo. 

Il Doudou per neonato serve davvero?

A mio parere non è indispensabile per la nanna e moltissimi bambini non ne hanno necessità, ma potrebbe aiutarne altri a favorire il rilassamento pre-nanna e l’abbassamento del cortisolo, ormone dello stress (stessa cosa vale per il sacco nanna). Come sempre dipende da caso a caso, e da situazione a situazione (ecco perché con le mie consulenze sul sonno dei neonati, non lascio formule magiche, ma studio la singola situazione).

Se senti l’esigenza di provare a utilizzare il doudou con il tuo bambino è meglio seguire qualche piccolo accorgimento:

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  • prova a presentare il doudou nei momenti di coccole, come potrebbe essere ad esempio l’allattamento, o prima della nanna;
  • nel primo anno di vita, e anche oltre, è importante rimuovere il doudou (e qualsiasi altro oggetto) dal luogo del sonno nel momento in cui il bimbo si è addormentato;
  • non forzare ad accettare il doudou a tutti i costi, e se lo lancia in aria è segno che proprio non è interessato;
  • con i bambini più grandi potrebbe essere utile dargli anche un nome.

Dalla copertina di Linus al Doudou per neonato

Ho iniziato questo articolo dalla copertina di Linus, un lembo di tessuto che gli psicologici, i pedagogisti e i pediatri definiscono come oggetto di conforto transizionale, sia esso un oggetto, o come abbiamo descritto, una lucina, una ninna nanna: è l’atto in sé di consolazione emotiva che dobbiamo prendere in considerazione.

Qualsiasi sia la scelta e qualsiasi possa essere l’oggetto che riveste questa funzione di protezione, è importante che sia sicuro e innocuo, per evitare il soffocamento e che non contenga sostanze nocive e tossiche. 

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Che sia un doudou per neonato acquistato o regalato, un pupazzetto o un fazzoletto, sarà quell’oggetto a creare qualcosa di magico, che il tuo piccino non lascerà più per buona parte della sua infanzia, che cercherà giorno dopo giorno per addormentarsi. Un oggetto con un’anima che sa tanto di casa e di mamma, non un obbligo, ma un’esigenza specifica solo di alcuni piccini!

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