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Si addormenta solo con me! Come togliere l’abitudine di addormentarsi al seno? E se toglierla!

Si addormenta solo con me! L’allattamento è un momento in cui rispondiamo al bisogno di cura del nostro bambino. Un pieno di calorie, coccole e affetto in cui viene a crearsi un legame tra due individui. 

Allattare è un gesto naturale ma cosa accade quando un bambino si abitua ad addormentarsi al seno? In questo articolo affronteremo insieme l’argomento associazioni del sonno al seno, cosa sono e come comportarsi se è giunto il momento di un cambiamento. 

Addormentarsi al seno è un’associazione del sonno?

Ognuno di noi, se ci pensi bene, tornando a casa dal lavoro o da qualsiasi altra attività lo tenga impegnato, prima di coricarsi è abituato ad addormentarsi con un proprio rituale. 

Il bicchiere di latte con il miele, la tazza di camomilla calda o una sessione di yoga sono alcune delle abitudini che un adulto è solito mettere in atto prima di andare a dormire. 

E i più piccoli? Sappiamo che i bambini amano la prevedibilità. Il susseguirsi degli eventi contribuisce a farli sentire sereni e a creare una stabilità emotiva adatta ad affrontare un mondo circostante sconosciuto. 

Sono appena venuti al mondo e ne hanno di strada da percorrere per capirne le molteplici dinamiche, non trovi? 

Associare un rito, un passaggio o un rituale al sonno permette loro di sentirsi protetti e al sicuro accogliendo il momento della nanna più serenamente.

Cosa sono le associazioni del sonno ?

Le associazioni con il sonno fanno parte del bagaglio di ognuno di noi. Ci accompagneranno per tutta la vita e con il tempo andranno ad affinarsi,  modificandosi e modellandosi in base alle esigenze ed inclinazioni individuali. Non esistono abitudini giuste o sbagliate ma azioni e comportamenti che ci fanno stare bene. 

Nei primi sei mesi di vita è ben evidente come siano legate a un bisogno esclusivamente primario come la suzione e il movimento che portano a creare un’associazione fisiologica con il sonno. Sana e naturale. 

La pancia piena, il pannolino pulito e il calore del corpo della mamma e del papà favoriscono l’addormentamento. In fin dei conti, tutti noi dormiamo più serenamente, dopo un pieno di coccole e affetto, non trovi? 

Addormentarsi al seno: cosa sto sbagliando? 

Nulla! Non stai sbagliando nulla. Sovente nelle consulenze accolgo la stanchezza delle mamme. Un insieme di emozioni, sentimenti e sensi di colpa per aver pensato di essere la causa di un vizio protratto nel tempo. Lo dico sempre e non smetterò mai di scriverlo che l’aria si vizia, non i bambini! 

Trovo che non ci sia nulla di strano, tanto meno innaturale, in un bimbo che cerca serenità, calma e rassicurazione attaccandosi al seno per addormentarsi. La suzione è un processo fisiologico naturale presente a partire dalla fine del primo trimestre di gravidanza. 

Prosegue ben oltre la nascita permettendo al neonato di svolgere molteplici funzioni. Le più importanti oltre al nutrimento derivante dall’allattamento al seno o con il biberon, sono:

  • regolare il proprio umore;
  • regolare le funzioni neurovegetative (battito cardiaco, respirazione);
  • regolare il ritmo sonno-veglia;
  • tenere sotto controllo stress e dolore. 

Cosa accade con il trascorrere dei mesi?

Potrà succedere che le associazioni del sonno necessitino di rispondere ad esigenze diverse a secondo dei vari step di crescita del bambino. Risvegli notturni causati dai primi dentini, un sonno agitato per l’inserimento al nido o una nuova acquisizione motoria e linguistica. 

In questo caso potrà nascere nel genitore o nella figura di accudimento del bambino, l’esigenza di rivedere ogni comportamento messo in atto fino a quel momento. E se l’esigenza riguarda l’attaccamento al seno il mio consiglio è agire a piccoli step. Questo porterà al piccolo di elaborare la novità creando un’associazione differente da quella in cui è abituato dalla nascita. 

Poppata e nanna? Come cambiare l’abitudine di addormentarsi al seno 

Prima di suggerirti come dissociare il sonno al seno è bene fare un piccolo passo indietro. Mi preme sottolineare che un cambiamento della nanna in associazione con il seno, non significa che il tuo bimbo dorma tutta la notte. O che i risvegli notturni non avvengano più.

I microrisvegli sono molto comuni nei neonati e nei bambini questo perché il sonno dei più piccoli è fisiologicamente diverso da quello di un adulto. Se vuoi approfondire l’argomento ti consiglio di leggere l’articolo disturbi del sonno: perché non dorme bene? . Una lettura che potrà rispondere al flusso di domande che ogni genitore si pone nei confronti della nanna.

Dove iniziare per cambiare una abitudine?

A mio parere il vero motore per iniziare a cambiare dovrà maturare partendo da entrambi i genitori. 

Insieme è la parola d’ordine! Il momento in cui entrambi i genitori sono d’accordo, convinti allora si potrà agire percorrendo la strada del cambiamento. 

Un cambio di associazione che dovrà avvenire al momento giusto senza che questo venga ad accavallarsi con altre cose. Nido, passaggio alla materna o l’arrivo di una sorellina sono alcuni esempi di momenti meno adatti per cambiare una abitudine. Qualsiasi essa sia. 

Eliminare un’associazione del sonno e in particolar modo quando questa è specifica come l’addormentarsi al seno, necessita di piccoli step a cui tenere conto. Tra questi offrire un’alternativa al tuo piccolo che possa essere funzionale per entrambi. 

Una situazione che appare più complicata quando essa è associata al seno. Eh si perché il dondolio o il biberon sono intercambiabili, altrettanto non si può dire del seno che è appannaggio esclusivo della mamma. 

Una variabile determinante nella scelta di togliere il seno per addormentarsi è data dall’età del tuo bimbo. Le linee guida dell’Organizzazione Mondiale della Sanità raccomandano l’allattamento esclusivo fino al compimento del sesto mese di vita. inoltre, viene suggerito che il latte materno rimanga una scelta prioritaria fino ai 2 anni di età o comunque finché mamma e bambino lo desiderano.

Come togliere la poppata notturna

Se sei arrivata a decidere di eliminare perlomeno la poppata notturna, il mio consiglio è avere supporto dal partner per poter creare insieme una alternativa. 

Ovviamente dipende da quanto si senta pronto il vostro bimbo e la situazione che state vivendo. A seconda dei casi vorrei consigliarti di valutare l’aiuto di una consulente del sonno per procedere nel modo più armonioso. 

Riuscire a cambiare una abitudine richiede tempo e pazienza per dare la possibilità al tuo piccolo di accettare e prendere confidenza con una nuova abitudine. Ecco alcuni suggerimenti che puoi mettere in pratica:

  • osserva il tuo bimbo prendendo tempo per capire se è una richiesta di coccole, consolazione, rassicurazione o nutrimento. In base all’osservazione trova una associazione che possa sostituire in egual misura il suo bisogno;
  • organizza una routine serale che prepari il tuo bimbo alla nanna. Bagnetto, poppata pre nanna e lettura della fiaba possono aiutare il tuo bimbo a rilassarsi;
  • coinvolgi il partner nella messa a nanna utilizzando una routine serale condivisa da entrambi oppure lascia che sia il babbo a intervenire nei risvegli notturni (tutti a nanna: ci pensa papà!);
  • racconta quello che sta accadendo al tuo bimbo con parole semplici e un tono di voce calmo e rilassato anche se è piccolo avrà modo di vivere serenamente il cambiamento. Se sentirà insicurezza o ansia nel cambiamento a sua volta.  
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Al centro di ogni decisione ci siete voi due! Non dimenticarlo!

L’argomento allattamento è un tema ampio, delicato e molto complesso che necessita di un percorso che metta al centro le necessità dei più piccoli e delle loro mamme. 

Un tema strettamente collegato alla fisiologia del sonno in cui ogni famiglia si ritrova a gestire nuovi equilibri, tempistiche e modalità individuali.

Come mamme e consulenti del sonno, il team di Dolcenanna, comprende profondamente le sfide che molti genitori affrontano, specie durante i primi anni di vita del loro bambino. Notti insonni, risvegli frequenti, difficoltà ad addormentarsi: sono solo alcuni dei problemi che possono turbare il sonno dei più piccoli e, di conseguenza, quello di tutta la famiglia.

Per questo motivo, il nostro lavoro si basa su un approccio empatico e comprensivo. Vogliamo non solo aiutarvi a risolvere i problemi pratici legati al sonno dei vostri figli, ma anche supportarvi emotivamente in questo periodo delicato. Contattaci subito per un primo colloquio e scopri come possiamo aiutarti a migliorare il sonno del tuo bambino e di tutta la famiglia.

Il team di Dolcenanna sarà sempre al tuo fianco!

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